Libri
Nuove declinazioni

Nuove declinazioni

AA.VV. (a cura di Sandro Montalto)

Nuove declinazioni

Edizioni Joker, Novi Ligure 2005

64 pagine

ISBN 88-7536-029-4  

(dalla Prefazione) «Gli scrittori di aforismi», scrive Gino Ruozzi, «sono in primo luogo scrittori di meditazione, offrono l’opportunità di scandagliare gli umori oscillanti del nostro tempo»1. Ciò continua ad essere in una certa accezione vero: se oggi non ci sono forti tensioni contro cui schierarsi (un tempo c’era ad esempio il Fascismo, che vide aderire od opporsi scrittori nella cui opera tale passaggio è significato una marca letteraria) - oppure ci sono ma si è diffuso un contagio per colpa del quale il re è nudo, tutti lo vedono ma si sono abituati - resta il fatto che gli scrittori di aforismi si sono sempre confrontati con la storia, ossia con i segni del proprio tempo. L’aforista è sempre un moralista nel senso più alto del termine, e sia egli conservatore o rivoluzionario, apocalittico o integrato, nella sua opera le coordinate principali dell’errare nel proprio tempo si trovano tutte: nei suoi argomenti come nel suo linguaggio, nelle sue ironie e disperazioni come nelle sue speranze. La constatazione (le «constatazioni disarmate» di Flaiano), come anche Ruozzi nota, ha preso il posto dell’utopia e l’asserzione tanto cara ai maestri del passato un po’ ci manca, ma resta proprio dell’aforista (nel suo intimo, e forse solo ai vertici della sua produzione) il carattere dell’esiliato che Prezzolini ha ben incarnato, condizione che forse può ancora permettergli di far favillare qua e là pensieri fecondi, indipendenti ma meditati, violenti ma necessari. Una solitudine che si deve alleare con l’assiduità, come Ugo Bernasconi dichiarò e Canetti ben esemplificò.