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L'eclissi della chimera

L'eclissi della chimera

Sandro Montalto

L’eclissi della Chimera

Edizioni Joker, Novi Ligure 2005

216 pagine

ISBN 88-7536-033-2  

(Prologo) Sono esistiti, ed hanno opportunamente riflettuto e scritto, centinaia di pensatori, scrittori, poeti, commedianti, battutisti, fustigatori dei costumi, della corruzione e dei fustigatori stessi. Sono stati riscritti, ampliati, censurati, trascritti, tradotti, decifrati - dal momento che scrivere davvero è forse impossibile - più volte la Bibbia, il Corano, il Talmud, codici e regolamenti, decaloghi e manifesti, protocolli e giornali, trattati e parole d'ordine. Tutto ciò rende più inane ma anche meno arrogante l'esecrabile proposito di rendere pubblica una manciata di riflessioni nuove e antichissime, sprezzanti e comprensive, atomizzate eppure rapprese in nebulose di indignazione, sfaccettate e contraddittorie come contraddittorio è l'essere umano. Lampi che si assumono la responsabilità della loro violenza ed accettano l'essere effimeri se si presenta come unica occasione per fare un poco di luce. Tale è il pudore dei letterati: mettere in chiaro la propria piccolezza e il proprio vegetare nel cono d'ombra di illustri predecessori, operare misfatti nell'oscurità e dichiararsi colpevoli allo scopo di essere assolti per aver commesso il fatto. In questo volume si troveranno frammenti di ogni tipo - autentici mondi, almeno in alcuni casi, che andranno letti dentro e tra le righe, sul rovescio e lungo il margine dei fogli. In obbedienza alla loro origine e storia indulgono a bagliori poetici, episodi moralistici, involuzioni, autoscopíe, prescrizioni, dissimulazioni, sabotaggi e supponenze; inseguono ora la rotunditas ora l'abbreviatio, la continuità nella discontinuità; unica guida la fedeltà alle proprie sensazioni e il rifiuto di ogni dogmatismo sostanziale e formale, condito con una certa ricerca sulla forma breve (consapevoli che la brevità postula sempre una conoscenza condivisa) e qualche serissima risata. Il lettore troverà dunque aforismi in convivenza litigiosa eppure necessaria con frammenti, sentenze, epigrammi, motti, gnòmai, apoftegmi, citazioni, neoproverbi, adagi, microsaggi, massime, ritratti, pensieri, spasmi, poche amenità e qualche parodia (di generi detestabili quali il diario, la lettera o il pensiero ridotto a boutade). Necessitiamo davvero di una resistenza ad architetture che ci spacciano per solide ed accoglienti mentre sono solo trasparenti e a beni preziosi che sono solamente costosi, di un pensiero che sappia travalicare i generi e raggiungere l'uomo invece di adagiarsi in comode e ben ordinate scaffalature. Non vorrei essere né predicatore né accusatore né inquisitore e nemmeno, non sia mai, idealista: desidero solamente essere un uomo che si guarda attorno e tenta di mettere a nudo le parole, all'occorrenza usando la frusta se le pulci si trasformano in leoni. Occorrono mille armi per fronteggiare mille belve, nonché un caparbio disinteresse nei confronti di chi esige circense secondo copione, siccome l'unità della lotta di un uomo risiede al di là di ogni corso di addestramento, nel suo nucleo più profondo ed intimo.